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  • Immagine del redattoreLuca Baj

BITCOIN: GUADAGNI FACILI E FACILI PERDITE

Non c’è guadagno senza rischio. Vale anche per i Bitcoin e le altre criptovalute che a fronte di guadagni mirabolanti, non danno però sicurezze sul capitale investito. Il rischio elevato, le tutele legali deboli (non esiste ancora un quadro regolamentare unico a livello europeo), gli intermediari spesso abusivi possono – nelle parole di Consob e Banca d’Italia in una nota congiunta - comportare la perdita integrale delle somme di denaro utilizzate»

LA CRIPTOVALUTA

Il Bitcoin è una moneta virtuale che diversamente dalle altre valute, non ha dietro una Banca centrale che distribuisce nuova moneta, ma si basa su un network di pc che utilizzano una forte crittografia per validare e rendere sicure le transazioni. I Bitcoin disponibili in rete sono 21 milioni mentre quelli effettivamente in circolazione sono circa 9 milioni: secondo quanto riportato dal Financial Times, gli scambi totali hanno raggiunto i 10 miliardi di dollari contro i 150 milioni di un anno prima; il valore della criptovaluta ha toccato (lo scorso novembre) i 1200 dollari.

LA CORSA DEGLI INVESTITORI: IL PARERE DI BANKITALIA E CONSOB

A livello europeo e internazionale c’è un interesse crescente verso le cripto-attività che, nonostante i recenti crolli, ha registrato performance di medio periodo impressionanti. Dall’altro lato, la natura fortemente innovativa e tecnologica dei Bitcoin ne ha di fatto impedito (fors’anche per “pigrizia” e ignoranza del legislatore) un preciso inquadramento giuridico. «In assenza di un quadro regolamentare di riferimento, l’operatività in cripto-attività presenta rischi di diversa natura: la scarsa disponibilità di informazioni in merito alle modalità di determinazione dei prezzi; la volatilità delle quotazioni; la complessità delle tecnologie sottostanti; l’assenza di tutele legali e contrattuali, di obblighi informativi da parte degli operatori e di specifiche forme di supervisione su tali operatori nonché di regole a salvaguardia delle somme impiegate» hanno avvertono Consob e Bankitalia. Dalla Sec (l’organo di vigilanza delle Borsa Usa e della Commodity Futures Trading Commission) è trapelato che chiederanno al Congresso americano di prendere in considerazione l’ipotesi di un controllo a livello federale delle piattaforme per gli scambi di monete digitali. Allo stato attuale infatti Bitcoin e simili non sono una moneta vera e propria, ma essenzialmente uno strumento finanziario altamente speculativo.

I RISCHI

La platea dei piccoli risparmiatori è molto allettata dagli alti rendimenti: a fronte di chi riuscirà a guadagnarci, ci sarà una vasta fetta di investitori che invece ci lascerà le penne. Prima di tutto, la pericolosità dei bitcoin sta nella sua stessa natura: non è una moneta vera e propria ma uno strumento di speculazione che assomiglia di più all’oro che a una valuta, perché si caratterizza per un’alta volatilità dei prezzi. In secondo luogo, rispetto ad altri prodotti finanziari di largo consumo come titoli di stato e azioni, manca la trasparenza delle informazioni perché manca il controllo di un organo supervisore. C’è la già ricordata assenza di tutele legali e infine il cosiddetto “rischio tecnologico, ovverosia malfunzionamenti, attacchi informatici o smarrimento delle credenziali di accesso ai portafogli elettronici”. “Tali rischi” dichiara Bankitalia “assumono ora una maggiore rilevanza in relazione al diffondersi di forme di offerta attraverso il canale digitale che facilitano l’acquisto di cripto-attività da parte di una platea molto ampia di soggetti”.

NOTE

https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/bitcoin

https://24plus.ilsole24ore.com/art/bitcoin-fisco-e-finanza-doveri-e-tutele-investitori-e-consumatori-AEQ7lGM

https://www.agendadigitale.eu/cittadinanza-digitale/pagamenti-digitali/bitcoin-cripto-valute-la-tutela-dellinvestitore/

Huffpost, Bitcoin, quanto è facile scottarsi. Bankitalia e Consob lanciano l'allarme



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