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  • Immagine del redattoreLuca Baj

Bankitalia, l’emergenza sanitaria frena la crescita

La ripresa economica del Paese sarà più lenta del previsto. E’ il capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia, Eugenio Gaiotti, a precisarlo durante l’audizione sulla Legge di Bilancio 2021, nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Nel quarto trimestre dell’anno in corso, evidenzia, come sia possibile una flessione del Pil anche se più contenuta rispetto a quanto accaduto in primavera. L’entità dell’effetto macroeconomico dei progetti di investimento e di riforma, ha continuato Bankitalia, dipenderà soprattutto dalla definizione concreta nell’ambito del Piano nazionale di rilancio e resilienza e dalla loro attuazione tempestiva. E’ necessario porre attenzione alla fase esecutiva, precisando i dettagli ed evitando sprechi, ritardi e inefficienze. Il Recovery Fund è un’occasione da non perdere per rilanciare la crescita e la produttività dell’economia italiana. Al riguardo, sottolinea che il recupero segnato dall'economia italiana in estate, è stato superiore a quanto previsto e indica che la nostra economia conserva una significativa capacità di recupero e conferma l'importanza del sostegno fornito dalla politica economica. Però Bankitalia avverte che la recrudescenza della pandemia osservata nelle ultime settimane e le misure di contenimento adottate dal Governo si stanno ripercuotendo sull'economia e gli indicatori più recenti evidenziano che in Italia, come nell'area dell'euro, è in corso un indebolimento dell'attività economica. Le prospettive, secondo Bankitalia, restano condizionate, oltre che dai progressi nel controllo dei contagi, dalla prontezza ad adattare l'azione di politica economica all'evolversi della situazione. Secondo Eugenio Gaiotti, l'impatto espansivo prefigurato in ottobre dal Governo, appare coerente con una composizione degli interventi in cui abbiano ampio spazio il sostegno agli investimenti privati e gli investimenti pubblici. Inoltre, Bankitalia precisa che la possibilità di ottenere pieni benefici dagli interventi, anche nel medio termine, dipende dall'effettiva definizione dei progetti di riforma e investimento, dalla misura in cui saranno in grado di dare luogo a una espansione del potenziale di crescita del paese e dalla rapidità con cui saranno attuati. Intanto, le domande di moratoria del credito per famiglie e imprese hanno raggiunto 302 miliardi di euro, oltre 107 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI e 17,2 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE. In termini di importi, circa il 94% delle domande delle moratorie è stato già accolto dalle banche, solo il 3% circa è stato rigettato mentre le altre pratiche sono in attesa. Le domande provenienti da società non finanziarie sono il 44% del totale, a fronte di prestiti per quasi 196 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi del DL Cura Italia (quasi 1,3 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 156 miliardi. Mentre le 60 mila adesioni alla moratoria promossa dall’ABI hanno riguardato 17 miliardi di finanziamenti alle imprese. Sono invece 1.314.125 le richieste di garanzie al Fondo di Garanzia per i finanziamenti per le imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 107,8 miliardi di euro.

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