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  • Immagine del redattoreLuca Baj

Bankit commenta i dati macroeconomici

Nei primi mesi del 2020 gli effetti della pandemia di Covid-19 si sono riflessi sull’attività produttiva e sulla domanda aggregata di tutte le economie. Secondo nostre stime le ricadute del contagio sugli scambi internazionali potrebbero comportare una contrazione del commercio globale nel 2020 dell’ordine del 10 per cento, un’intensità analoga a quella registrata nel 2009; una valutazione simile è espressa dall’FMI.

Sulla base delle informazioni disponibili, la produzione industriale in Italia sarebbe scesa del 15 per cento in marzo e di circa il 6 nella media del primo trimestre; nei primi tre mesi del 2020 il PIL avrebbe registrato una caduta oggi valutabile attorno ai cinque punti percentuali.

Il protrarsi delle misure di contenimento dell’epidemia comporterà verosimilmente una contrazione del prodotto anche nel secondo trimestre, che dovrebbe essere seguita da un recupero nella seconda parte dell’anno.

Le imprese affrontano tuttavia la crisi partendo da una struttura finanziaria più solida rispetto all’avvio della precedente recessione.

In Italia il ricorso alla Cassa integrazione guadagni dovrebbe avere attenuato nel mese di marzo l’impatto dell’emergenza sanitaria sul numero di occupati. Nel secondo trimestre l’occupazione potrebbe però contrarsi in misura più marcata, risentendo del mancato rinnovo di una parte dei contratti a termine in scadenza.

Il settore delle famiglie affronta l’attuale congiuntura con una solidità finanziaria maggiore rispetto a quella che aveva alla vigilia della crisi del debito sovrano. L’impatto della pandemia sui redditi può essere significativo, ma è mitigato dal basso debito, dal livello molto contenuto dei tassi di interesse e dalle misure di contrasto attuate dalle autorità.

Le banche italiane si trovano ad affrontare il deterioramento dell’economia partendo da condizioni patrimoniali e di liquidità più robuste che in passato e disponendo di una migliore qualità dell’attivo. Nell’ultimo trimestre del 2019 il flusso di nuovi crediti deteriorati in rapporto al totale dei finanziamenti è rimasto stabile. Il tasso di deterioramento dei prestiti è su livelli storicamente molto bassi sia per le famiglie sia per le imprese.

In Italia, come in altri paesi europei, i corsi azionari sono caduti e il differenziale di rendimento dei titoli di Stato rispetto a quelli tedeschi si è ampliato sensibilmente; le tensioni si sono attenuate a seguito delle decisioni del Consiglio direttivo della BCE e della consistente nostra presenza sul mercato dei titoli di Stato. Il valore dei titoli pubblici italiani acquistati nell’ambito dell’APP ammontava a 382 miliardi di euro, di cui 346 acquistati dalla Banca d’Italia; 12 miliardi sono stati acquistati nel mese di marzo.

La rapidità del recupero dell’economia dipende, oltre che dall’evoluzione della pandemia in Italia e all’estero, dagli sviluppi del commercio internazionale e dei mercati finanziari, dagli effetti sull’attività di alcuni settori dei servizi, dalle conseguenze su fiducia e redditi dei consumatori. Saranno cruciali tempestività ed efficacia delle misure di politica economica in corso di introduzione in Italia e in Europa.


Fonte:

Divisione Stampa e relazioni esterne

Banca d’Italia


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