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  • Immagine del redattoreLuca Baj

Banca Italia: “preoccupa la ripresa dei contagi”

Secondo uno studio diffuso da Banca Italia, oltre al tanto atteso accordo Ue sul tema del Recovery Fund, il tema che deve destare più preoccupazione è l’aumento dei casi di contagio da Covid 19. “In Italia il rischio di ripresa del contagio potrebbe continuare a rimanere elevato in presenza di un'ampia diffusione del virus al di fuori dei confini nazionali. La possibilità di continuare a mantenere sotto controllo la diffusione del virus nei prossimi mesi dipende in misura cruciale dalle politiche di prevenzione, di test e di tracciamento dei contatti”. La Cina ha registrato 22 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, 17 dei quali nello Xinjiang. I casi attivi sarebbero, invece, 249. Inoltre almeno 510 persone hanno contratto il coronavirus in Giappone (89 a Osaka, 188 a Tokyo). Negli Stati Uniti sono stati registrati 63.872 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. I decessi sono 574. Il bilancio complessivo del Covid-19 nel Paese è ora di oltre 3,7 milioni di casi e 140.474 vittime. E ancora, la Germania ha registrato 249 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, aggiornando il bilancio totale dei contagi a 201.823. Non da meno la Francia, nella quale ci sono preoccupanti segni di una ripresa dell'epidemia sul territorio nazionale. In particolare, “le strette misure di contenimento adottate in Italia e in molti altri paesi dell'Unione Europea tra marzo e aprile hanno permesso di ridurre il contagio da Sars-Cov-2 e di mantenere l'epidemia sotto controllo nella maggior parte della regione anche dopo l'allentamento delle restrizioni. Tra maggio e giugno la pandemia ha colpito sempre più altre aree del pianeta, come l'America Latina, il subcontinente indiano e il Medio Oriente. Il contagio è inoltre ripreso a ritmi elevati nelle zone degli Stati Uniti meno colpite nella prima fase, nelle quali le misure di contenimento erano state meno stringenti o in vigore per un periodo più limitato”, ha aggiunto Banca d’Italia. “Secondo le informazioni disponibili questa seconda fase dell'epidemia sembra caratterizzarsi per aumento più rilevante nel numero di contagi a fronte di una letalità relativamente più contenuta. Molti fattori potrebbero aver concorso a determinare questa evoluzione, incluse le caratteristiche demografiche dei paesi emergenti principalmente coinvolti in questa fase”.

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