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Antonio Patuelli (ABI): la crisi tedesca si rifletterà sull’Italia

“La recessione della Germania avrà ricadute sulla crescita italiana. E’ il più grande Paese europeo, il primo mercato per l’Italia, basti pensare all’automotive. Si tratta di un problema economico, finanziario e soprattutto psicologico”. Così l’imprenditore e giornalista Antonio Patuelli, presidente di ABI Associazione Bancaria Italiana e della Cassa di Ravenna spa, in dialogo con la giornalista de Il Sole 24 Ore Laura Serafini a Palazzo Sardagna, nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento, per parlare di "Banche, società e nuove tecnologie”.

Extraprofitti, Pnrr, inflazione, politica monetaria, mutui. Un intervento a 360 gradi quello di Patuelli che, prima di entrare nel vivo, ha rivolto un sentito pensiero alla sua terra, la Romagna.

Incalzato da Serafini in merito alla tassa straordinaria sugli utili degli istituti, si oppone fermamente: “Gli extraprofitti delle banche? Non sussistono, altrimenti ci sarebbero anche le extraperdite accumulate dalle banche nei decenni scorsi con i tassi zero”. In tal senso il presidente ABI ha ricordato come gli istituti di credito si siano trovati da soli ad affrontare le crisi, gli ultimi 12 salvataggi delle banche concorrenti fatti stringendo le cinghie e senza lasciare per strada nessun dipendente, le ristrutturazioni e riorganizzazioni. E sull’inflazione: “La politica monetaria non può far tutto, non è sufficiente”, auspicando un taglio alla spesa e al debito pubblico da parte dei governi. Proprio sul debito pubblico, ha proseguito: “I 25 anni di Euro invece che diminuire il debito, lo hanno aumentato. Sono stati 25 anni persi. Si doveva ridurlo quando costava poco. Ciò condiziona tutta l’economia produttiva e la società italiana”.

Capitolo Pnrr. “Quasi nessuna regione usa tutti i fondi che arrivano in termini ordinari: se non riusciamo a spendere facilmente questi, come possiamo pensare di spendere in tempo i fondi straordinari, soggetti a scadenza? Mi meraviglio che ci si meravigli”. Il problema sta in un apparato giuridico “stratificato come le mura di Ilio”, fatto di norme eccessive ed eccedenti che creano incertezza, e che ha bisogno un’abrogazione esplicita.

Infine una riflessione sul “Futuro del futuro”, tema del Festival dell’Economia di Trento: “E’ capire che le tecnologie avranno un ulteriore sviluppo inaspettato e inimmaginabile. Ogni scoperta va regolamentata e la rincorsa dovrà essere veloce, pertinente e giusta”.




"Fonte: Festival Economia 2023"

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