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  • Immagine del redattoreLuca Baj

IN ARRIVO ALTRA “BACCHETTATA" DALLA COMMISSIONE UE SUI CONTI


Gli impegni assunti con l'UE, di cui Conte si è reso garante nel rispetto, costituiscono sistematico piano di attenzione. Il commissario Moscovici ha precisato ieri che quegli impegni non potranno mai essere rispettati senza ricorrere ad una manovra correttiva alla finanziaria, profilandosi, per il 2020, un considerevole appesantimento di gran lunga superiore a 30 miliardi di euro previsti. Decisioni politiche disagevoli per la maggioranza, Sono stati registrati«fattori rilevanti» che palesano nel 2018 l’aumento del debito/pil. Per la Commissione sarà più difficile fronteggiare le pressioni di vari governi, soprattutto quelli del Nord Europa, che iniziano a mostrare segni di insofferenza per l'indifferenza mostrata in diverse occasioni dall'Italia. Oltre a questo ci si mette Salvini che, ben sapendo delle debolezze della Commissione Europea legate all'imminente scadenza, calca la mano, attaccando le regole europee sui bilanci. Si intravvede un rischio serio che l’Italia prenda una deriva pericolosa per l’area monetaria.

Le elezioni alle porte scongiurano per il momento intrapresa di procedure da parte della Commissione, per evitare sbilanciamenti che possano minare il campo dell’elettorato. Pare preferibile attendere l'esito della consultazione elettorale e comprendere quali saranno i tavolli su cui giocare.

Intanto, chiedere non nuoce. E Al Ministero del Tesoro si prevede l’arrivo di una richiesta di spiegazioni sullo sfondamento del rapporto sul debito pubblico. Non si attenua quindi l'apprensione per lo spread. Intanto è confermato che la Commissione il 5 giugno presenterà analisi, valutazioni ed eventualmente decisioni. Il 13 giugno si riuniranno a Lussemburgo i ministri finanziari: il prossimo «round» sull’Italia sarà in quel momento.