top of page
  • Immagine del redattoreLuca Baj

Non conferibili le criptovalute nel capitale di srl


Decisione che segna un passo indietro, e non solo per la dichiarata impossibilità di conferimento, da parte dei soci, di criptovalute, ma per la definizione che ne segue da parte della Corte distrettuale. Il fatto nasce dal rifiuto del Registro Imprese ad annotare la modifica del capitale sociale intervenuta con conferimento di “One Coin”. I Giudici dell’appello, nel confermare la decisione appellata, hanno preciso che se per un verso la funzione di pagamento, la caratteristica tipica della criptovaluta è di essere un bene mobile con credenziali di accesso. Non possono quindi essere equiparate ai servizi e beni scambiati mediante moneta, in quanto le cripto sono la stessa unità di misura dello scambio, e non il valore sottostante. Il loro valore, ne consegue, non può essere oggeto di perizia estimativa ai sensi dell'art. 2264 e 2265 c.c., perché non esiste un sistema di cambio stabile e agevolmente verificabile, a differenza della moneta corrente. Una regressione all'introduzione delle criptovalute nell'ambito delle negoziazioni, che peraltro non trova giustificazione concreta. Del resto, né oro, né diamanti o strumenti finanziari hanno sempre possibilità di agevole valutazione sui mercati, ma per ciò stesso non ne è inibito l’uso nell'ambito di conferimenti patrimoniali.