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  • Immagine del redattoreLuca Baj

Addio alle lampadine alogene


Considerate le più vicine antenate, per qualità della luce, alle lampadine ad incandescenza di tipo Edison bandite dal commercio sin dal 2012, anche le lampade alogene subiranno la stessa fine. Con l'entrata in vigore del Regolamento dell’Unione Europea, n. 244/2009 sulla progettazione eco-compatibile delle lampade a uso domestico, in collegamento con la direttiva Eup - Energy Using Products 2005/32/EC, dal 1 settembre 2018 sarà vietata la produzione ed in conseguenza il commercio delle tradizionali lampadine alogene.

Si tratta di una direttiva che per ora può considerarsi mite in quanto non obbliga i cittadini alla sostituzione immediata, chi utilizza lampadine analoghe in casa potrà continuare ad utilizzarle, ma una volta compiuto il loro normale ciclo vitale dovranno essere per forza sostituite da lampadine di nuova tecnologia.

Il divieto che doveva attivarsi già dal 2016 è stato posticipato di un biennio ed entrerà in vigore da quest’anno. La nuova normativa sulla progettazione eco-compatibile delle lampade a uso domestico prevede, in sostanza, che la prossima lampadina fulminata dovrà essere sostituita da prodotti più efficienti e con un minore impatto sul consumo energetico e conseguentemente sull’ambiente.

Si prevede che la nuova scelta dei cittadini ricadrà innanzitutto sulle lampadine a Led che consumano fino a 5 volte in meno rispetto ad una lampada alogena, si parla di circa 115 euro annui di risparmio per ogni famiglia, altri calcoli, quelli del colosso Philips, portano il risparmio a 125 euro di risparmio annuo. D’altronde, anche se il costo delle lampade analoghe è basso, le stesse durano decisamente meno. Se le prime di soluto durano massimo tre anni, le seconde possono raggiungere i 20 anni di durata; oppure se si parla di massima durata la scelta potrà ricadere sulle lampade fluorescenti che fino a qualche anno fa erano considerate le lampade a risparmio energetico per eccellenza, oltre a consumare di meno, hanno una vita molto più lunga rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza e battendo anche quelle a led. Tuttavia tutti i prodotti analogici già presenti nei negozi potranno però essere venduti fino all'esaurimento delle scorte il che significa avere ancora in circolazione un gran numero di lampadine ad alto consumo che, considerando i cinque anni di media di durata (ipotizzando vengano tutte vendute e attivate dai consumatori nel 2018), l’utilizzo si protrarrà almeno fino al 2023.

Inoltre il divieto, imposto da questa nuova normativa Europea, non riguarda proprio tutti i prodotti analogici. Ad essere banditi dal mercato saranno i classici bulbi di vetro a forma di pera, non direzionali, in classe energetica D, si tratta di tutte quelle lampadine che riportano la seguente dicitura sul loro attacco a vite e anche sulla confezione del prodotto: E14, E27, B15d, G4 e GY6,35. In questa categoria rientrano le alogene classiche (A, B/BW, P e Globe G95), le Halolux Ceram e le Halostar, sia standard che 24V.. Risultano esclusi dal divieto e pertanto rimarranno in commercio i c.d. faretti e le lampade con attacco G9 e R7S, usate soprattutto come lampade da tavolo e come lampade per i proiettori.

L’ENEA cioè l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha stimato che se la normativa n. 244/2009 verrà rispettata i vantaggi saranno molteplici. In particolare l’Agenzia ha previsto che per il 2025 si risparmieranno circa 48 TWh di energia elettrica l'anno e 15,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica o CO2 sino al 2025.

Infine vantaggi non saranno solamente di tipo ambientale, si prevedono enormi vantaggi anche per l'industria, grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro e alla protezione dalla concorrenza di bassa qualità e dall'import di prodotti inefficienti.

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