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  • Immagine del redattoreLuca Baj

Revoca della concessione a Autostrade; l'opinione dell'avvocato Guido Alpa


20 miliardi di euro il costo della revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia. Viene dato per scontato da tutte le analisi che Atlantia, società che controlla Autostrade per l'Italia, ne uscirebbe con 20 miliardi di euro in caso di revoca della concessione. Secondo l'opinione dell'avv. Guido Alpa, docente di Diritto Civile a La Sapienza e già presidente del Consiglio Nazionale Forense, lo Stato potrebbe non esser chiamato a pagare i mancati introiti del concessionario fino al 2048 previsti dall'art. 9 della concessione. Secondo il prof. Alpa "ammesso che l’articolo 9 della concessione con Autostrade sia interpretabile così, ammesso che sia stato sancito l’obbligo per lo Stato di versare un indennizzo anche qualora la revoca derivi da un grave inadempimento, è evidente che una simile clausola sarebbe nulla. Più precisamente: sarebbe nulla qualora venisse individuata la colpa del debitore, cioè della società concessionaria. Eventuale colpa che andrà individuata con accertamenti tecnici".

"I controlli sulla rete sono a carico del concessionario e se si accertasse

la colpa del concessionario, il contratto potrebbe essere risolto. L’eventuale pagamento di penali o di indennizzi per il mancato profitto sofferto dalla società concessionaria sarebbe superato dall’obbligo di risarcire il danno".

Di fatto quindi, secondo il prof. Alpa, lo Stato non sarebbe tenuto a pagare i 20 miliardi per la revoca.

Il prof. Alpa cita il Codice degli appalti "c’è all’articolo 176 una disposizione in base alla quale il contratto di concessione può essere risolto in caso di colpa della stazione appaltante, ossia del ministero dei Trasporti, o del concessionario. Nel caso di quel tratto autostradale, e sempre qualora venisse accertata la colpa della società concessionaria, la stazione appaltante può chiedere, oltre alla revoca della concessione, anche il risarcimento del danno. Lo dice anche l’articolo 1453 del Codice civile".

Per quanto riguarda l’articolo 9 della concessione con Autostrade, secondo cui lo Stato dovrebbe in ogni caso versare un indennizzo pari ai mancati ricavi del concessionario da qui al 2042 il prof Alpa sostiene che:

"se pure la concessione prevedesse che anche in caso di colpa del concessionario lo Stato dovrebbe versare l’indennizzo, tale clausola sarebbe dichiarata nulla dal giudice. Il debitore è tenuto a eseguire la prestazione, se non la esegue deve risarcire il danno. Non c’è alcuna clausola contrattuale che possa legittimare l’inadempimento del concessionario che non può dire ‘ eseguo il contratto solo se mi va’. Restano solo un interrogativo e un’ incognita. L’interrogativo riguarda il motivo per cui gran parte degli allegati che accompagnano la concessione ad Autostrade siano stati secretati e se la revocabilità riguardi l’intera concessione o solo la parte relativa al tratto autostradale interessato dal crollo". Il prof. Alpa continua dicendo:"da molti anni ci sono funzioni pubbliche affidate a privati in virtù di un’effettiva superiore efficienza. Ciò appare accettabile a condizione che il risultato sia almeno equiparabile a quello che si avrebbe con una gestione diretta dello Stato".


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