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Gratuito patrocinio: chi ne ha diritto e come richiederlo


Il patrocinio a spese dello stato è disciplinato dal DPR 115/2002 e consente a chi è privo di un reddito minimo (si considera un reddito pari a euro 11.528,41) di essere difeso gratuitamente, da un avvocato senza dover pagare le spese di difesa e le altre spese processuali. Questo istituto è ammesso nel processo penale, civile, amministrativo, nel processo contabile, tributario, volontaria giurisdizione e anche nei processi per separazione e divorzio. Nel processo penale ne hanno diritto i cittadini italiani, i cittadini comunitari, gli stranieri e gli apolidi residenti nello Stato che ricoprano la veste di indagato, imputato, condannato, responsabile civile o civilmente obbligato per l’ammenda, offeso dal reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile. Può quindi chiedere l'ammissione al beneficio anche la vittima di un reato. Nel processo civile i cittadini italiani e degli altri Stati appartenenti all'Unione Europea; gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del verificarsi del fatto oggetto del processo da instaurare; il cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea che intende impugnare il provvedimento di espulsione o decisioni in ordine alla domanda di asilo, protezione o revoca dello status di rifugiato (art. 16 d.lgs. 28 gennaio 2008 n. 25); gli apolidi (ovvero chi non abbia alcuna cittadinanza);gli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica. Nella valutazione del reddito, per l'ammissione all'istituto, si considerano tutti i redditi imponibili ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche (Irpef) percepiti nell’ultimo anno, come lo stipendio da lavoro dipendente, la pensione, il reddito da lavoro autonomo, ecc. Si tiene conto, inoltre, dei redditi esenti dall’Irpef (es.: pensione di guerra, indennità d’accompagnamento, ecc.), o assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, nonché delle somme ricevute dal richiedente a titolo di liberalità (gratuitamente) ma con carattere continuativo da familiari non conviventi e da terzi. Se l’interessato vive con la famiglia, i suoi redditi si sommano a quelli del coniuge e degli altri familiari conviventi. Deve essere sommato anche il reddito dei conviventi non parenti (ad es. convivente more uxorio). Al contrario, si considera solo il reddito personale dell’interessato quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi (ad es. non si terrà conto del reddito del coniuge nel caso di separazione e/o divorzio oltre che nei procedimenti inerenti i figli). I soggetti legittimati a presentare la domanda sono: l’interessato, o il difensore. Non vi sono impedimenti all’ammissione al patrocinio a spese dello Stato anche a favore di di colui che, avendone i requisiti di legge, presenti la propria domanda in assenza di un avvocato già individuato. Il richiedente ha infatti diritto di presentare la propria istanza e di essere ammesso in via provvisoria al patrocinio a spese dello Stato anche senza indicare un legale in tale momento: la nomina di un avvocato dovrà comunque essere svolta successivamente. In ambito penale la domanda va presentata alla cancelleria del G.I.P., se il procedimento è nella fase delle indagini preliminari; alla cancelleria del Giudice che procede, se il procedimento è nella fase successiva; alla cancelleria del Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, se il procedimento è davanti alla Corte di Cassazione; al direttore del carcere se l’interessato è detenuto; all’ufficiale di polizia giudiziaria, quando l’interessato è in detenzione domiciliare o in luogo di cura. Nell'ambito di un contenzioso civile la domanda va presentata presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente rispetto al luogo dove ha sede il Magistrato davanti al quale è in corso il processo; nel luogo dove ha sede il Magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso; nel luogo dove ha sede il Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti. Nel giudizio amministrativo, la domanda va presentata al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.)